Scommesse sull'ippica in Italia: limiti, palinsesto e chi merita il conto

Updated Ottobre 2026
Licensed
usAvailable in US
Fast payouts
18+ Only
Want more predictions?
Join our Telegram channel
Join
Un pallone da calcio sul dischetto del centrocampo di un prato, alla luce del mattino

Un appassionato che vuole puntare su una corsa di cavalli cerca due cose: un bookmaker autorizzato dove il conto regge, e una quota che non si mangi metà della vincita prima ancora che il cavallo parta. Fra queste due necessità si infilano un registro degli autoesclusi, un palinsesto approvato evento per evento e una classifica di dieci marchi che non vale come patente di affidabilità per nessuno di loro.

Le corse in piano vanno da 440 iarde (400 m) a più di quattro miglia (6,4 km), con distanze comuni da cinque a dodici furlong (da 1,0 a 2,4 km).

Dati e condizioni verificati al Ottobre 31, 2026, confrontati con l’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM (ex AAMS).

Che cosa resta al giocatore quando il conto scivola

Chi apre un conto di gioco su un sito italiano non firma soltanto un contratto commerciale. Sottoscrive un patto che gli mette a disposizione una serie di freni — e la prima cosa da dire è che questi freni, sulla ippica come sul calcio, funzionano soltanto dove esiste una concessione. Su un sito senza concessione non arriva nessuno di essi.

Un documento di identità appoggiato accanto a uno smartphone con un timer sullo schermo, su un tavolo da cucina
Condizioni each-way per il piazzamento nel Regno Unito: negli handicap con più di 15 partenti si paga 1/4 della quota per 4 posti.

L’articolo 15, comma 1, del D.Lgs. 41/2024 elenca gli strumenti che ogni concessionario deve offrire: autolimiti su tempo, spesa e perdita; limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati da ADM; messaggi automatici su durata e spesa; strumenti di autoesclusione, anche per singola categoria di prodotto; e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno.

Il self-limiting che il giocatore incontra davvero è quello che gli viene chiesto mentre compila il modulo. Alla registrazione si sceglie un limite di deposito settimanale o mensile. Abbassarlo ha effetto immediato; rialzarlo richiede un’attesa. Chi pensa di alzare il tetto la sera stessa in cui ha fretta di ricaricare scopre che il sistema non collabora.

Il Registro Unico degli Autoesclusi e la sua copertura reale

Il RUA, Registro Unico degli Autoesclusi, esiste dal 2018. Chi vi entra blocca ogni piattaforma di gioco online autorizzata in Italia e le sale fisiche. È un interruttore unico, e questa è la sua forza.

Un pallone da calcio sul dischetto del centrocampo di un prato, alla luce del mattino
Le condizioni di Admiralbet prevedono l'autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia.

Ha però un perimetro preciso, che conviene capire prima di usarlo come rete di sicurezza. Il registro copre il circuito delle concessioni. Un sito privo di concessione non è collegato al RUA: chi crede di essersi chiuso fuori dal gioco con un click, e poi clicca su un dominio estero comparso in fondo alla ricerca, si è chiuso fuori da niente.

Le forme di esclusione parziale sono entrate in vigore il 1° febbraio 2026. Prima si usciva dal gioco o si restava dentro; adesso si può uscire da una parte sola, e le condizioni concrete — periodi ammessi, revoca, durata — sono quelle che i termini dei singoli operatori pubblicano.

Come ogni concessionario disegna i propri freni

Le regole di quadro sono le stesse per tutti. L’esecuzione no, e le differenze si vedono proprio sulle corse.

Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno, alla luce del giorno
In registrazione Admiralbet chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile.

Admiralbet: il limite di ricarica chiesto in fase di registrazione

Nelle condizioni di Admiralbet la registrazione non è un passaggio neutro: il sito chiede di impostare un tetto massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile. Sono tre assi distinti, e impostarli tutti e tre prima di aver mai puntato un euro è più di quanto facciano molti concorrenti. La struttura delle modifiche è quella standard: un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni.

L’autoesclusione presso Admiralbet copre 30, 60 o 90 giorni oppure un periodo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia. Dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi.

Il calendario dei 30/60/90 giorni è comodo per chi vuole un intervallo breve e discreto. Il lato che conta di più è l’altro: un blocco indeterminato revocabile dopo nove mesi significa che la porta è chiusa per tre stagioni di corse, non per una serata.

bet365: pausa, avvisi e il numero verde

Gli strumenti di gioco responsabile di bet365 comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione. Per i residenti in Italia è indicato il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22.

La pausa breve e l’autoesclusione non sono la stessa cosa, e il fatto che il marchio le presenti entrambe accanto ai limiti di versamento dice che la scala degli interventi è pensata a più gradini. Chi vuole soltanto staccare per un paio di giorni ha uno strumento che non gli brucia il conto.

Il numero verde è un dato nazionale, non una linea interna dell’operatore. Vale la pena leggerlo come tale: chi risponde non è un ufficio del bookmaker.

BetFlag: identità verificata prima del deposito

Per aprire il conto BetFlag il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE, accanto alla registrazione classica. Il gioco è vietato ai minori di 18 anni.

L’identificazione non è una formalità burocratica da sbrigare in parallelo al primo deposito. È il cancello che determina se il conto esiste davvero: senza SPID il conto va convalidato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi si bloccano. Chi arriva all’ippica passando da una registrazione classica con copia del documento ha una scadenza in più da tenere a mente.

Il calendario delle corse e il catalogo che il bookmaker ci costruisce sopra

Le corse in piano si dividono per distanza prima ancora che per categoria di cavallo. Si va dalle 440 iarde (400 m) fino a oltre quattro miglia (6,4 km), con le distanze più comuni fra cinque e dodici furlong, cioè da 1,0 a 2,4 km. Una corsa di velocità e una di fondo sono due prodotti diversi, con due mercati diversi e due modi diversi di leggere la forma di un cavallo.

Un documento di identità appoggiato accanto a uno smartphone con un timer sullo schermo, su un tavolo da cucina
Per aprire il conto BetFlag il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE, accanto alla registrazione classica.

La distinzione che conta per il portafoglio è l’altra. Al galoppo in piano i cavalli corrono direttamente fra due punti, su pista rettilinea o ovale. Le corse a ostacoli — siepi e steeplechase — in Gran Bretagna e Irlanda si chiamano National Hunt. Sono discipline con un tasso di cadute che nessun’altra parte del calendario ha, e i bookmaker lo sanno.

Handicap e condizioni: due modi di pesare i cavalli

Nelle corse a handicap a ogni cavallo viene assegnato un peso diverso da portare, calibrato sulle sue capacità. Nelle corse a condizioni i cavalli portano lo stesso peso, con abbuoni per i cavalli più giovani e per le femmine.

Per chi punta, la differenza non è tecnica. Una corsa a condizioni prova a misurare quanto è forte un cavallo. Una corsa a handicap prova a farli arrivare tutti insieme, e il peso assegnato è l’ipotesi del comitato tecnico su quanto quel cavallo valga. Un handicapper che sbaglia di due chili costruisce una corsa che chiunque poteva vincere, e lì la quota sul favorito vale meno di quanto sembri.

Le grandi corse di gruppo e l’ippica nella scommessa italiana

La Triple Crown britannica è composta dalle 2000 Guineas, dal Derby e dal St Leger. Tre prove su tre distanze diverse nel giro di una stagione: chi la completa non è soltanto il cavallo più veloce dell’anno, è quello che ha tenuto su terreno, metri e mesi.

Nel diritto italiano l’ippica non è una voce unica del listino. Le scommesse sulle corse dei cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, stanno dentro l’art. 6, comma 1, lett. a) del D.Lgs. 41/2024, insieme alle scommesse su eventi sportivi e su quelli simulati. I «giochi di ippica nazionale» — vincente, accoppiata, tris, quarté, quinté e le altre formule a totalizzatore dell’art. 2, lett. h) — sono la lett. c) dello stesso comma e richiedono una concessione propria. È una separazione che il giocatore non vede mai e che produce una conseguenza concreta: trovarsi davanti un marchio con concessione per le scommesse sportive non dice nulla sul fatto che quel marchio raccolga i totalizzatori dell’ippica nazionale.

La duplice scommessa: due puntate dentro un solo biglietto

La scommessa each-way sono due scommesse, una sulla vittoria e una sul piazzamento, per cui la puntata è doppia. Una scommessa each-way da 5 sterline costa 10 sterline.

Il meccanismo si capisce meglio con le condizioni britanniche, che sono la forma di riferimento di questo mercato. Negli handicap con più di 15 partenti si paga 1/4 della quota per 4 posti; con 12-15 partenti 1/4 per 3 posti; nelle altre corse con più di 7 partenti 1/5 per 3 posti; con 5-7 partenti 1/4 per 2 posti; con meno di 5 partenti vale solo la vittoria.

Guardiamo cosa significa su un caso concreto. Una scommessa each-way da 10 sterline su un cavallo a quota 10-1 con piazzamento a 1/4 su 3 posti costa 20 sterline, restituisce 110 sterline per la parte vincente e 35 sterline per la parte piazzato, 145 sterline in totale se vince.

Vale la pena leggere i due numeri uno accanto all’altro, perché è lì che sta la sostanza della giocata. Se il cavallo arriva secondo o terzo, rientrano 35 sterline su 20 giocate: un attivo di 15 sterline. Se vince, ne rientrano 145.

Ma il punto è quello che sta in mezzo, che il prospetto non dice: dentro i 145 ci sono già i 20 di puntata, e i 15 di margine sulla parte piazzata sono esattamente quello che si incassa quando il cavallo non vince. La parte piazzata, in altre parole, è un’assicurazione comprata al prezzo di una seconda puntata. Chi gioca each-way su un cavallo che paga 10-1 compra una copertura che costa il 100 % della puntata originale e rende un quarto della quota. Su un cavallo a 2-1 la stessa copertura rende molto meno in proporzione, e la struttura each-way diventa costosa.

E poi c’è la parte che nessun prospetto mette in evidenza. Le condizioni sul numero dei posti pagati dipendono dal numero dei partenti. Un ritiro dell’ultimo momento può far scendere la corsa da 16 a 15 partenti e cambiare la regola del piazzamento. È lo sport, non un trucco, ma chi non guarda il campo partenti prima di puntare sta giocando una scommessa diversa da quella che crede.

La domanda che vale la pena farsi prima di ogni each-way è sempre la stessa: il cavallo che ho scelto ha una probabilità di arrivare nei posti pagati tanto più alta di quella di vincere da giustificare il raddoppio della puntata? Se la risposta è no, la scommessa secca costa la metà e non rinuncia a niente di sostanziale.

La classifica: dieci concessionari letti con gli stessi occhi

Una classifica di bookmaker, sull’ippica o su qualunque altro sport, è un esercizio di comparazione, non di certificazione. I dieci marchi che seguono sono tutti presenti nell’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM (ex AAMS), ognuno con il proprio codice di concessione, ognuno sul proprio sito .it.

Questo li distingue dalle decine di domini esteri che compaiono nelle ricerche e che in Italia non hanno alcuna veste. Non dice però che siano uguali fra loro: la concessione è rilasciata per sito, AdM non pubblica una colonna che dica quali giochi ogni concessionario offre, e un nome nell’elenco non dimostra da solo che quel marchio accetti scommesse sportive. Quello lo dimostra il sito del marchio, con il suo palinsesto e il suo regolamento.

Per questo la tabella che segue mette in fila i concessionari insieme alle loro caratteristiche verificabili, evitando di attribuire a un marchio ciò che appartiene al vicino di riga.

Marchio Concessione ADM e concessionario Che cosa dispongono i termini del marchio
SNAI ADM n. 16032, Snaitech Spa App con scommesse singole, multiple e sistemi, mercati su risultato esatto, numero di goal, tiri in porta, cartellini e rigori, funzione Cash Out
Betsson ADM n. 16027, Azzurri Limited App con scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, mercati 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo
Betfair ADM n. 16028, Betfair Italia S.r.l. Mercati Esito Finale, Under/Over, Multigol e combo; sezione Supercombo con mercati unici a quote maggiorate
BetFlag ADM n. 16008, Betflag S.p.a. Welcome Bonus Sport pari al 100 % del primo deposito, accreditato su saldo, fino a 5.000 €; identificazione con SPID e CIE
NetWin ADM n. 16035, Netwin Italia S.p.a. App con calcio, tennis, basket, automobilismo, pallavolo, motociclismo, hockey, ciclismo, golf, baseball ed esports; virtuali con partenze ogni 2 minuti; live score
Lottomatica ADM n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. Copertura di Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1 e MotoGP, con quote e risultati in tempo reale e streaming per il live
Planetwin365 ADM n. 16007, Pwo S.p.a. Campionati nazionali ed europei (Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga), Champions, Europa e Conference League, più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta
Eurobet ADM n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale Palinsesto dal calcio, tennis e basket a F1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo e di politica
Sisal ADM n. 16020, Sisal Italia S.p.a. Oltre 1.000 eventi al giorno, più di 15.000 eventi live, diretta streaming gratuita di calcio, volley, tennis e basket; Scommessa DUO, Supercombo, Supercoppia, Multigoal, Cash Out
bet365 ADM n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc Official Global Betting Partner della UEFA Champions League; scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live

AdM pubblica l’elenco dei siti autorizzati e quello dei siti inibiti: sono entrambi pubblici, e sono il primo posto dove guardare. Il resto — quali mercati, quale palinsesto, quale quota su quella corsa — è sul sito del concessionario e sul suo regolamento.

Nella tabella compaiono dieci marchi e nessuno di questi dati va esteso a un altro. Il bonus del 100 % fino a 5.000 € è di BetFlag e non di Sisal, che il proprio bonus di benvenuto lo lega a un conto di gioco e a una prima ricarica. Il riferimento all’ippica nel palinsesto è di bet365. La concessione intestata a Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale su Eurobet non dice quali altri siti quella stessa società possa gestire.

Che cosa distingue davvero un marchio dall’altro

Il codice di concessione non è una graduatoria. La differenza la fanno tre cose che la tabella tocca solo di striscio.

La prima è la profondità del palinsesto sul prodotto che interessa. Chi punta ippica ha bisogno di corse, non di mille partite: un’app che elenca decine di sport senza una sezione dedicata alle corse è un conto aperto a metà. La seconda è l’accesso al live. La terza è la densità delle funzioni di chiusura anticipata, perché su una corsa che parte fra otto minuti il Cash Out è l’unico strumento di gestione del rischio disponibile.

Un criterio che invece non serve a niente è il numero di eventi complessivi, che è una cifra di marketing prima che un dato di prodotto. Mille eventi al giorno su un palinsesto che ignora le corse lasciano il giocatore di ippica esattamente dov’era.

Come si legge una quota di ippica prima di puntarla

Una quota non è un prezzo. È una probabilità con il costo del bookmaker già dentro, e la differenza fra le due cose è tutta la questione.

Il meccanismo è semplice quando lo si guarda dal lato opposto. Il bookmaker fissa le quote in modo che le probabilità implicite di tutti gli esiti di uno stesso mercato sommino a qualcosa più di cento. Quello che eccede il cento è il margine del bookmaker, ovvero la sua quota di ogni euro puntato su quel mercato, incassata indipendentemente da chi vince.

Il calcolo su un mercato a due esiti

Prendiamo un mercato illustrativo a due esiti, con entrambe le quote a 1,90 in forma decimale. Non è un prezzo quotato da nessun operatore: è un esempio per mostrare la meccanica, e serve solo a questo.

Ogni quota di 1,90 corrisponde a una probabilità implicita di 1 diviso 1,90, cioè circa il 52,63 %. Sommando i due esiti si arriva a circa il 105,26 %. La parte che eccede il cento è il margine, e vale circa il 5,26 %.

Il numero si legge così: su un mercato di questo tipo il bookmaker trattiene all’incirca il 5 % di ogni unità puntata, e la quota diversa da 1,90 non cambia la sostanza. Su un mercato che paga un po’ di più il margine scende, su un mercato che paga meno sale: la banda plausibile di una scommessa di ippica sta fra un 4 % scarso e un 7 % abbondante, con le corse maggiori e i mercati ad alta liquidità nella parte bassa dell’intervallo e i mercati minori nella parte alta.

Dove si perde il margine senza vederlo

La quota sul favorito è la più comoda da leggere e la più cara in proporzione. Su un mercato a due esiti con il favorito a 1,30 e l’altro cavallo a 3,60 la probabilità implicita del favorito è circa il 77 %, quella dell’altro circa il 28 %, e il margine sfonda l’8 %. Il bookmaker non trattiene più soldi sul favorito in assoluto, ma li trattiene più in fretta, perché quella è l’unica parte del mercato dove il volume si concentra.

C’è poi il costo del tempo. In una corsa i prezzi si muovono nelle ultime ore, quando i bookmaker aggiornano gli estimi in base ai movimenti del denaro. Una quota fissata al mattino e confermata al pomeriggio non è la stessa quota.

E infine la tassa. L’imposta unica sul gioco la paga il concessionario, e sul prodotto a quota fissa raccolta a distanza è del 24,5 %, calcolata sulla differenza fra le puntate e le vincite pagate; sulla rete fisica è del 20,5 %. Le scommesse a quota fissa sui cavalli pagano gli stessi tassi delle scommesse sportive. Questo costo non compare sulla schedina, perché è già dentro la riduzione della quota: è la ragione per cui lo stesso mercato pagato da un operatore italiano e da un operatore estero non ha la stessa forma.

Fondamenti: i mercati dietro la voce «ippica»

Aprire un bookmaker e tirare a indovinare la schedina è la via più costosa. Il giocatore che ci guadagna tempo, o che perlomeno ci perde meno, sa due cose prima di entrare: su cosa sta puntando e a che quota.

Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno, alla luce del giorno
La Triple Crown britannica è composta dalle 2000 Guineas, dal Derby e dal St Leger.

Sul primo punto il diritto italiano ha una risposta precisa che vale la pena conoscere. Il palinsesto è il programma di eventi e di tipi di giocata che il concessionario prepara e che ADM approva: si può giocare soltanto sugli eventi contenuti in quel programma, e ADM autorizza gli eventi uno per uno. Non è un’etichetta formale. Significa che la lista di ciò su cui si può puntare non è decisa dal marketing di un marchio, e che un evento nuovo entra nel palinsesto per autorizzazione, non per iniziativa commerciale.

Quota fissa, totalizzatore, eventi simulati

La scommessa a quota fissa è il prodotto principale, ed è quella che la maggior parte dei giocatori ha in mente quando dice «scommessa». La quota è fissata al momento della giocata e non cambia più: quel prezzo è tuo.

Il totalizzatore è l’altra metà del sistema. Lì non esiste una quota fissata, il montepremi è formato dalle puntate raccolte e divise fra i vincitori. Se vinci da solo incassi molto, se vinci in cinquanta incassi un cinquantesimo. Le stesse formule dell’ippica nazionale — la vincente, l’accoppiata, il tris — appartengono a questa famiglia, e nel diritto italiano richiedono una concessione specifica.

C’è poi il terzo blocco, quello che il giocatore incontra senza riconoscerlo. Gli eventi simulati sono definiti dall’art. 2, lett. v) del D.Lgs. 41/2024 come gli eventi sportivi, ippici e di altro tipo generati dal computer e mostrati tramite animazione o tramite un evento reale preregistrato; sono ammessi dentro una concessione per le scommesse sportive, e i siti degli operatori hanno una sezione «Virtuali» che li ospita. Una corsa virtuale non è una corsa.

Le giocate che si trovano su una corsa

Accanto alla singola, che è una scommessa su un solo evento, esistono la multipla e il sistema. Le app dei concessionari italiani mostrano anche i mercati accessori che riguardano il risultato esatto, il numero di goal, i tiri in porta, i cartellini e i rigori, oltre a funzioni come il Cash Out per chiudere la schedina prima che l’evento finisca.

La ippica aggiunge un livello che gli altri sport non hanno, ed è il piazzamento. Su una corsa non si punta soltanto chi vince: si punta anche chi arriva nei primi posti, con un rendimento ridotto e una probabilità molto più alta. È la ragione per cui l’each-way esiste e per cui è, matematicamente, la giocata più interessante del listino ippico e la più facile da sbagliare.

Live, puntata e banca, e i confini che il diritto traccia

Le scommesse live sono offerte da tutti i grandi operatori: il mercato resta aperto mentre l’evento si svolge, con quote aggiornate in tempo reale. Su una corsa la finestra è breve e crudele, perché una corsa di velocità dura un minuto. ADM stabilisce regole su mercati live, ritardi ed eventi che qui non sono note nel dettaglio, e non esiste un elenco dei mercati live disponibili.

Esiste poi una forma di gioco che in pochi riconoscono come tale, ed è l’unica in cui il giocatore può stare da entrambe le parti. Il betting exchange, o punta e banca, è ammesso come gioco separato dall’art. 6, comma 1, lett. e): il giocatore può fare la parte di chi punta o di chi banca, e il concessionario si limita a mettere in contatto in forma anonima i due lati, senza assumersi il rischio. Betfair è descritto come il primo marchio italiano su questo terreno, con concessione 16028; la sua documentazione riporta regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima in banca di 200 centesimi in passi da 50 centesimi. Secondo un articolo di stampa di settore del 2024 il giocatore non deve nulla sulle vincite, perché il prelievo cade sul concessionario. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e quali siano le regole di commissione è materia che cambia in fretta, e va verificata sul sito del singolo operatore prima di aprire un conto.

Normativa: la concessione, chi la rilascia e che cosa comporta

La licenza di cui si parla in questo mercato si chiama concessione, e non è una licenza aperta: le concessioni sono assegnate da ADM mediante gara pubblica. Il quadro è il D.Lgs. 25 marzo 2024, n. 41, «Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza», pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024.

Un foglio di concessione in carta con un timbro rosso, appoggiato su una scrivania di legno accanto a una penna
Una scommessa each-way sono due scommesse, una sulla vittoria e una sul piazzamento, per cui la puntata è doppia (una scommessa each-way da 5 sterline costa 10 sterline).

Il regolatore è ADM, Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che il mercato continua a chiamare AAMS. La differenza è nell’acronimo, non nella funzione.

Che cosa si può offrire con una concessione

L’art. 6, comma 1, del D.Lgs. 41/2024 elenca i giochi che possono essere offerti a distanza con una concessione: alla lett. a) le scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e su corse di cavalli; alla lett. b) i totalizzatori sportivi e ippici; alla lett. c) l’ippica nazionale; alla lett. d) i giochi di abilità, le carte e i giochi di sorte a quota fissa; alla lett. e) le scommesse a quota fissa con interazione diretta fra giocatori; alla lett. f) il bingo.

È un menu, e ogni concessionario ne sceglie le voci. Ai sensi dell’art. 6, comma 3, i vincitori della gara possono gestire uno o più di questi giochi per un massimo di nove anni, senza rinnovo. Fra i requisiti richiesti ci sono una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno a rispettare i limiti di deposito che ADM fissa nella gara ai sensi dell’art. 6, comma 5. Le condizioni della concessione e il regime fiscale restano fissi per tutta la durata.

La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, per circa 7 milioni di euro su nove anni; il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. Nel settembre 2026 ADM ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner, secondo quanto riporta la stampa di settore.

Perché «essere nella lista» non basta

L’elenco dei concessionari autorizzati da ADM ha 52 righe, con codici da 16000 a 16051, e ognuna è legata a un sito .it. La concessione è per sito, non per società, e una stessa società può tenerne più di una: Eurobet Italia S.r.l. gestisce Eurobet, Bwin e Gioco Digitale.

La conseguenza pratica è che una posizione in una lista di confronto non è una concessione, e una concessione non è una qualifica di prodotto. L’elenco non ha una colonna dedicata ai giochi offerti: un concessionario può detenere il diritto alle scommesse sportive, al poker e ai giochi di abilità, ai giochi di tipo casinò, alle scommesse di scambio e al bingo in qualunque combinazione. Un nome nell’elenco, preso da solo, non dimostra che quel marchio accetti scommesse sportive: lo dimostra il sito del marchio.

C’è poi la questione della trasparenza, che è il vero motivo per cui vale la pena controllare. Gli operatori indicano nei propri termini il numero di concessione e la società intestataria, ed è lì che si legge chi risponde davvero del conto. L’elenco è pubblico, ma non è un elenco di 52 marchi: è un elenco di rapporti fra una società e un sito. Due marchi che sembrano concorrenti possono far capo alla stessa società, e un marchio noto in un altro mercato può non comparire affatto.

Il palinsesto come atto di vigilanza

La definizione dell’art. 2, lett. s) — il palinsesto come programma di eventi e tipi di giocata preparato dal concessionario e approvato da ADM — è la parte della normativa che tocca più da vicino il giocatore di ippica.

Un foglio di concessione in carta con un timbro rosso, appoggiato su una scrivania di legno accanto a una penna
Gli strumenti di gioco responsabile di bet365 comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull'attività di gioco e auto esclusione.

Un evento entra nel palinsesto per autorizzazione. Non esiste, in questa materia, la possibilità di puntare su ciò che il bookmaker decide di aggiungere la mattina stessa: c’è un percorso, e gli eventi si aggiungono uno alla volta. Sul piano concreto significa che l’assenza di una corsa dal palinsesto di un operatore non è una dimenticanza, e che la presenza di un tipo di giocata su un sito e non su un altro è una scelta del concessionario, non un vincolo di sistema.

Il divieto di pubblicità e che cosa comprende

Il Decreto Dignità, art. 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito con L. 96/2018, è in vigore, e ADM lo richiama così: è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet. L’autorità che la fa rispettare è AGCOM, con una sanzione del 20 % del valore della pubblicità e non inferiore a 50.000 € per violazione. Il decreto stesso promuove la pubblicità del gioco pubblico che serva al gioco sicuro e responsabile e consente al concessionario di diffondere messaggi sociali o di gioco responsabile con il proprio marchio.

Il quadro è più movimentato di quanto sembri. La stampa di settore riporta che nel 2025 AGCOM non ha registrato sanzioni per violazione del divieto; il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €; due rinvii pregiudiziali sono pendenti davanti alla Corte di giustizia dell’Unione europea, C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme e C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto. Un emendamento di Forza Italia alla legge di bilancio 2026 propone di rimuovere il divieto per la pubblicità indiretta, come le sponsorizzazioni: è una proposta, non una norma, e il divieto resta in vigore.

Il punto che il divieto non tocca è il bonus. Il bonus di benvenuto è la parola degli operatori, e il divieto riguarda la pubblicità, non l’esistenza dell’offerta. Poiché non esiste un tetto statutario né all’importo del bonus né ai requisiti di puntata, ogni numero su quel terreno viene dai termini del singolo operatore, e va letto lì.

Chi sta fuori dal perimetro

Offrire gioco a giocatori in Italia senza concessione è illegale. L’art. 22 del D.Lgs. 41/2024 prevede che ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tenga l’elenco dei siti legali legati ai concessionari e quello dei siti di cui è inibito l’accesso: entrambi pubblici, sui siti di ADM e della Guardia di Finanza. I fornitori di connettività e i prestatori di pagamento che violano un ordine di ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione, e ADM reindirizza i domini inibiti verso una pagina di avviso.

Il blocco opera a livello di DNS, e alcuni fornitori sono più lenti di altri. Un’ordinanza del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini, secondo quanto riporta la stampa di settore; gli aggiornamenti del 2026 aggiungono decine o centinaia di domini ciascuno, e i mirror ricompaiono nel giro di ore. La parola per il risultato è «oscurati».

C’è anche un lato che riguarda il giocatore, ed è il più scomodo da scrivere. La legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4, come ADM stessa la richiama, prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’estero; e «anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi». Quella è la regola lato giocatore nella versione di ADM. L’importo in euro dell’ammenda e l’esistenza di procedimenti contro un giocatore non sono noti qui.

Un confronto onesto mette le due strade una accanto all’altra. Una concessione ADM porta il RUA, la vigilanza di ADM, gli strumenti di limite obbligatori e una sede legale italiana. Un marchio .com privo di concessione non porta nessuna di queste cose, è esposto al blocco DNS e, per come ADM stessa lo formula, espone il giocatore a una sanzione penale. I siti esteri che accettano giocatori italiani esistono e compaiono nelle ricerche con licenze straniere, che in Italia non hanno alcun valore: in quella zona non c’è protezione, e la scelta di entrarci è una scelta che il giocatore fa a proprio rischio.

Identificazione, ricariche e il conto che non parte senza documento

Un conto di gioco richiede l’identificazione completa. Le strade sono due: il modulo classico con copia del documento e l’accesso con SPID, che alcuni operatori affiancano alla CIE. Senza SPID il conto va convalidato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi si bloccano.

Un canale a parte è quello dei punti vendita ricariche, disciplinati dall’art. 13 del D.Lgs. 41/2024: ADM tiene un registro delle tabaccherie e ricevitorie abilitate, che ricaricano il conto online solo su richiesta del titolare e dopo identificazione, con gli strumenti che il titolare ha già comunicato al concessionario o con contanti fino a 100 € a settimana in totale. Non possono pagare vincite né prelevare il saldo, e l’iscrizione al registro costa 100 € l’anno.

È un canale che risolve un problema preciso e ne crea un altro. Risolve la ricarica per chi non vuole usare una carta. Crea un tetto settimanale in contanti che chi è abituato a versare liberamente deve conoscere prima di contare su quella strada.

L’imposta unica, e chi la paga davvero

L’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa è disciplinata dall’art. 4 del D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025: 20,5 % se raccolta sulla rete fisica e 24,5 % se raccolta a distanza, calcolata sulla differenza fra le puntate e le vincite. Le scommesse a quota fissa sui cavalli pagano gli stessi tassi. Le scommesse su eventi simulati pagano il 24,5 % sull’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Prima della modifica le corse pagavano il 43 % e il 47 %. Una proposta nel «Decreto Sport» di passare al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore.

Sul lato del giocatore la stampa di settore riporta che le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate, perché il prelievo cade sul concessionario: si dice «tassate alla fonte», il giocatore riceve la somma netta e non dichiara nulla. È una ricostruzione riportata dalla stampa e non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria, quindi prima di prendere decisioni conviene consultare un commercialista.

Le vincite ottenute su siti non autorizzati o esteri seguono una strada diversa. L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come «redditi diversi» ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. d) del TUIR, anche per i siti registrati o ospitati all’estero, tassabili ai sensi dell’art. 69 del TUIR per l’intero importo ricevuto senza deduzioni. La lettura pratica è: nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non è nota. La posizione va espressa come «andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale».

Qui il margine del bookmaker e l’imposta si incontrano, e il risultato non è neutro per il giocatore. Un operatore che versa il 24,5 % sulla differenza fra puntate e vincite costruisce le proprie quote tenendo conto di quel costo. Il margine che il giocatore vede nella quota, quello calcolato nell’esempio a 1,90/1,90, è ciò che resta all’operatore prima di questa voce. Chi punta su un sito estero e spera di recuperare in quota quello che l’operatore italiano paga in imposta sta anche accettando che la vincita, quella volta, sia reddito diverso da dichiarare.

Valutazione: come si sceglie il conto giusto per le corse

Le dieci righe viste insieme dicono poco se non si stabilisce prima che cosa si sta cercando. Un conto per l’ippica non si sceglie come un conto per il calcio.

Tre palloni di sport diversi allineati uno accanto all'altro su una panca di legno
Esempio svolto: una scommessa each-way da 10 sterline su un cavallo a quota 10-1 con piazzamento a 1/4 (3 posti) costa 20 sterline, restituisce 110 sterline per la parte vincente e 35 sterline per la parte piazzato.

I tre criteri che contano, in ordine

Il primo è la presenza delle corse nel palinsesto e la profondità dell’offerta ippica. Un’app che elenca decine di sport e non nomina l’ippica è un conto aperto a metà per chi punta i cavalli. Il nome del marchio nella lista ADM non dice nulla su questo punto, e la tabella non copre il dato per tutti: per alcuni marchi le corse compaiono esplicitamente fra i mercati, per altri il palinsesto dichiarato riguarda altri sport.

Il secondo è la qualità e la densità del mercato live. Una corsa di velocità dura circa un minuto. Un mercato live che apre e chiude con ritardi, o che su alcune corse non apre affatto, trasforma il live in una funzione decorativa.

Il terzo è la struttura delle funzioni di chiusura anticipata. Il Cash Out su una corsa vale più che su una partita di calcio, perché la finestra di gestione è breve. Un bookmaker che la offre su mercati larghi dà al giocatore un’opzione che un altro non dà.

Che cosa guardare dopo

L’identificazione viene subito dopo, e non è un dettaglio amministrativo. Chi apre il conto con SPID lo ha attivo in pochi minuti. Chi passa dalla registrazione classica ha 30 giorni per convalidare il conto prima che venga sospeso e i prelievi si blocchino. Se il piano è puntare una corsa importante nel fine settimana, quella scadenza può essere la differenza fra un conto funzionante e un conto bloccato.

Poi ci sono i limiti che il marchio impone alla registrazione. Chiedere un tetto a ricarica, spesa e tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile è un onere in più, e chi vuole impostare il conto e non pensarci più lo apprezza. Chi invece detesta compilare moduli troverà la struttura, valida per ricarica, spesa e tempo, noiosa quanto utile.

E infine la quota, che è la voce che pesa

Il margine del bookmaker è la voce di costo più alta che il giocatore affronta, e resta invisibile perché non compare mai su una schedina. Un margine del 5 % su un giro di puntate da 1.000 € significa circa 50 € che lasciano il conto a prescindere dai risultati. Nessun bonus di benvenuto compensa un margine stabilmente alto, perché il bonus si incassa una volta e il margine si paga su ogni giocata.

La verifica che ogni lettore può fare da solo richiede due minuti e un foglio di carta. Si prendono tutte le quote di uno stesso mercato, si divide 1 per ciascuna, si somma e si sottrae il risultato da 1. Su un mercato a due esiti a 1,90/1,90 la somma delle probabilità implicite supera il 100 % di circa il 5,26 %, e quel numero è il margine. Farlo su due marchi diversi, sulla stessa corsa, nella stessa ora, è l’unico test di convenienza che non richiede di fidarsi di nessuno.

Su un campione così ridotto di mercati ippici la comparazione diretta delle quote fra i dieci marchi non è possibile, e chi scrive non la inventa: quello che resta è il metodo, applicabile corsa per corsa, e la consapevolezza che su un mercato a più esiti la dispersione dei prezzi cresce. Sulle corse, che hanno campi partenti numerosi, è la regola.

Le dieci schede

I dieci marchi che seguono sono tutti concessionari con sito .it. L’ordine è quello della tabella, e non è una graduatoria di qualità: è l’ordine in cui le schede sono costruite.

1. SNAI — il marchio che mette i sistemi accanto alla singola

SNAI opera con concessione ADM n. 16032, intestata a Snaitech Spa, sul proprio sito .it. La sua app offre scommesse singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, e la funzione Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento.

La combinazione fra sistemi e Cash Out è il punto interessante della scheda. Il sistema è lo strumento di chi vuole coprire più esiti senza giocare una multipla secca, e il Cash Out è quello di chi vuole uscire prima della fine. Averli entrambi significa avere due modi diversi di gestire la stessa incertezza, e su una corsa con campo numeroso è una doppia via d’uscita che non tutti offrono.

Il palinsesto della corsa non è però dettagliato nei termini consultati, e l’ippica non compare fra i mercati che la descrizione dell’app nomina. Chi punta i cavalli farà bene a controllare la sezione dedicata sul sito prima di aprire.

2. Betsson — il catalogo ampio con i mercati combinati

Betsson opera con concessione ADM n. 16027, intestata a Azzurri Limited, sul proprio sito .it. La sua app offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo.

La concessione intestata a una società che non porta il nome del marchio è il caso più frequente in questo elenco, e va letta per quello che è: la società è il soggetto concessionario, il marchio è l’insegna. Sul piano della cronaca quotidiana non cambia nulla per il giocatore. Sul piano della verifica cambia, perché nel momento in cui qualcosa non funziona si cerca la società, non lo slogan.

Il catalogo è orientato ai mercati combinati, che è una scelta di prodotto forte e non neutrale rispetto alle corse: il combo ha senso dove i mercati sono tanti e correlati, e su un campo partenti i mercati disponibili sono per forza di cose meno numerosi che su una partita.

3. Betfair — l’operatore che lascia il rischio al giocatore

Betfair opera con concessione ADM n. 16028, intestata a Betfair Italia S.r.l., sul proprio sito .it. La sua app propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, oltre alla sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate.

La scheda di Betfair va letta insieme al quadro normativo, perché è l’unico dei dieci a comparire nel documento sul gioco come primo marchio italiano sull’exchange. La sua documentazione riporta regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima in banca di 200 centesimi in passi da 50 centesimi. Su un exchange la posizione è diversa da quella di un bookmaker: il giocatore può stare da entrambe le parti e il concessionario mette soltanto in contatto i due lati, senza assumersi il rischio.

Chi non ha mai usato un exchange troverà la logica sconcertante per la prima mezz’ora: non si punta contro un bookmaker, si punta contro un altro giocatore, e le quote sono il risultato di quel confronto. Chi la capisce ha a disposizione una cosa che nessun bookmaker tradizionale dà, e cioè la possibilità di vendere una posizione.

4. BetFlag — l’identità prima di tutto, e il bonus più grande del gruppo

BetFlag opera con concessione ADM n. 16008, intestata a Betflag S.p.a., sul proprio sito .it. Il suo Welcome Bonus Sport è pari al 100 % del primo deposito, accreditato su saldo, fino a 5.000 €. Per aprire il conto il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE, accanto alla registrazione classica; il gioco è vietato ai minori di 18 anni.

Il 100 % fino a 5.000 € è il numero più alto che questa tabella contenga, e va letto per quello che è: un tetto, non un accredito garantito. Il bonus è accreditato su saldo, cioè entra nel conto e si gioca.

C’è poi una tensione da mettere in chiaro, perché è la scheda in cui è più netta. BetFlag chiede l’identificazione piena, con SPID o CIE accanto alla registrazione classica, e senza SPID il conto va convalidato entro 30 giorni o viene sospeso con i prelievi bloccati. È l’opposto dell’anonimato che certi giocatori cercano. Ma il conto anonimo, in Italia, è un conto che non può esistere: chi vuole un bonus capiente e un conto che regge deve passare da lì.

5. NetWin — il marchio che copre tutto e accelera il virtuale

NetWin opera con concessione ADM n. 16035, intestata a Netwin Italia S.p.a., sul proprio sito .it. La sua app propone scommesse su calcio, tennis, basket, automobilismo, pallavolo, motociclismo, hockey, ciclismo, golf, baseball ed esports, con centinaia di eventi virtuali con partenze ogni 2 minuti, mercati come 1X2, combo bet e marcatori e live score.

Il catalogo è il più largo della tabella per numero di discipline elencate, e gli esports sono una voce che pochi altri marchi italiani nominano. La parte virtuale è ancora più caratteristica: partenze ogni due minuti significa che il ciclo di una corsa simulata si chiude e riparte 30 volte all’ora. È una cadenza che merita attenzione, e non un complimento: la velocità del ciclo è esattamente ciò che il virtuale vende, e anche ciò che consuma il conto più in fretta di una corsa vera.

L’ippica non compare nell’elenco delle discipline. Chi cerca le corse troverà probabilmente il virtuale, che è un’altra cosa, e la distinzione vale la pena ripeterla.

6. Lottomatica — streaming e mercati dei grandi campionati

Lottomatica opera con concessione ADM n. 16010, intestata a Goldbet Better Organization Italy S.p.a., sul proprio sito .it. La sua app per le scommesse sportive copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta.

La concessione intestata a Goldbet è il caso più visibile di una cosa che in questo mercato è normale: il marchio che il giocatore vede e la società che risponde non coincidono quasi mai. Sul piano pratico questa scheda si distingue per lo streaming, che è la funzione che gli altri marchi descrivono meno. Uno streaming cambia l’esperienza live più di qualunque quota.

Il palinsesto dichiarato è però tutto calcio e motori. Per chi punta le corse, la domanda resta aperta: la sezione ippica esiste sul sito, ma non è nelle righe che l’app descrive.

7. Planetwin365 — il marchio che nomina più campionati di tutti

Planetwin365 opera con concessione ADM n. 16007, intestata a Pwo S.p.a., sul proprio sito .it. La sua app copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei (Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga) e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta.

Più di 20 tipologie di sport è la cifra più ampia della tabella sul numero di discipline, e i risultati in diretta fanno il paio con l’ampiezza del catalogo: è un marchio costruito per chi guarda molto sport contemporaneamente.

Su 20 tipologie di sport e sei campionati nominati l’ippica non compare. Non è un’assenza che si possa interpretare come un rifiuto — l’elenco non è esaustivo di ciò che il sito offre — ma è un’assenza che il giocatore di corse deve verificare di persona, perché su questo terreno l’onere della prova sta dalla parte di chi apre il conto.

8. Eurobet — il palinsesto che sfonda il confine dello sport

Eurobet opera con concessione ADM n. 16012, intestata a Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, sul proprio sito .it. La sua app propone un palinsesto che va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo (musica, cinema, tv e reality show) e di politica (elezioni).

Gli scacchi e le elezioni sono la cosa più interessante di questa scheda. Un mercato sulle elezioni è un mercato su un evento non sportivo, e sta dentro il palinsesto perché il palinsesto comprende eventi sportivi e non sportivi, purché approvati da ADM. È il segno più chiaro di quanto larga sia la categoria di ciò su cui si può puntare in Italia.

La stessa società gestisce anche Bwin e Gioco Digitale. Non è un dettaglio contabile: significa che tre insegne diverse che un giocatore può percepire come concorrenti fanno capo a un unico soggetto concessionario.

9. Sisal — il catalogo più profondo e la struttura di gioco più ricca

Sisal opera con concessione ADM n. 16020, intestata a Sisal Italia S.p.a., sul proprio sito .it. Indica nella propria app oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket. Tra le scommesse proposte figurano la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni; la funzione Cash Out permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca. Per ricevere il bonus di benvenuto bisogna essere titolari di un conto di gioco, registrarsi sul sito o dall’app ed effettuare una prima ricarica; il bonus accreditato si può spendere su tutti gli eventi in palinsesto. Il Virtual di Sisal conta oltre 3.000 eventi virtuali al giorno, dalle 7 del mattino alle 3 di notte, e l’app affianca alle scommesse sportive l’ippica, i giochi di casinò e Sisal Tipster.

È l’unica scheda in cui la parola ippica compare esplicitamente. Il Virtual è la parte più singolare: un ciclo che va dalle sette del mattino alle tre di notte copre praticamente tutte le ore in cui un giocatore può essere sveglio. Le tre del mattino non sono un orario di chiusura per caso, ed è bene che chi gioca sappia che la casa non chiude.

La struttura del bonus è descritta in modo più articolato qui che altrove: titolarità del conto, registrazione sul sito o dall’app, prima ricarica, e una spesa che si estende a tutti gli eventi in palinsesto. È la descrizione di un’offerta complessa sul piano operativo.

10. bet365 — il partner UEFA che nomina l’ippica

bet365 opera con concessione ADM n. 16030, intestata a Hillside (New Media Malta) Plc, sul proprio sito .it. Si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live.

L’ippica è nominata esplicitamente e sta in mezzo a un elenco di sette discipline. È una delle due schede su dieci in cui questo succede. Il peso dell’argomento è l’altro: la concessione fa capo a una società con sede a Malta, cosa che non sorprende e non cambia nulla in termini di regime, dato che la concessione è italiana e il requisito di legge è una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo.

La partnership europea è la carta con cui il marchio si presenta, e ha una logica che il giocatore di ippica può leggere con freddezza: un partner ufficiale di una competizione è un fornitore di visibilità, non un garante di convenienza. Sulle corse quella partnership non dice nulla, e la sezione ippica va giudicata per quello che offre — mercati, quote, apertura live — non per il logo che porta accanto.

Che cosa resta della scelta

Dieci schede, dieci concessioni, e nessun marchio che sia la risposta giusta per tutti. La scelta si fa in base a che cosa il giocatore vuole dal conto prima ancora che alle corse.

Chi punta ippica in modo continuativo ha un ordine di priorità chiaro: la sezione ippica deve esistere ed essere profonda, il live deve aprire sulle corse, e le funzioni di chiusura devono essere disponibili sui mercati che contano. Su questo terreno i nomi che la tabella collega esplicitamente all’ippica sono due, e sono i primi da guardare.

Chi usa il conto in modo occasionale, per una corsa importante ogni tanto, ha una priorità diversa: un conto aperto in fretta, un’identificazione semplice, e nessun impegno. Lì il criterio dell’identificazione con SPID pesa più della profondità del palinsesto, e chi non ha SPID deve mettere in conto i 30 giorni.

Chi punta volumi più alti ha una sola priorità che conta davvero, ed è il margine. Un punto di margine su un giro di puntate consistente è una cifra che supera qualunque bonus di benvenuto, e l’unico modo di misurarlo è il calcolo delle probabilità implicite corsa per corsa.

E c’è un lettore a cui questa pagina deve una risposta scomoda. Chi cerca un conto anonimo, o un conto che non chieda documenti, non lo troverà fra questi dieci: nessun concessionario ADM può offrirlo, perché l’identificazione completa è un requisito del conto di gioco. Su questo punto la pagina non ha due lati da presentare. La strada senza documenti esiste, e passa dai domini esteri che questa pagina ha descritto, con il blocco DNS da una parte e la sanzione prevista dalla legge 401 dall’altra. È una scelta legittima, ed è una scelta informata solo se si conoscono entrambe le voci del conto.

Domande frequenti sulle scommesse ippiche

Su quali eventi si può scommettere presso un bookmaker con concessione ADM?

Solo sugli eventi contenuti nel palinsesto approvato da ADM, che comprende eventi sportivi e non sportivi e viene approvato evento per evento. Il concessionario prepara il programma e ADM lo autorizza, quindi la lista non la decide il marketing del marchio. Le corse di cavalli possono rientrare nel palinsesto, ed è il singolo sito a mostrare quali corse sono disponibili.

Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?

Si parte dall’elenco ufficiale di ADM, che ha 52 righe con codici da 16000 a 16051, ognuna legata a un sito .it: la concessione è per sito e una società può tenerne più di una. L’operatore indica poi nei propri termini il numero di concessione e la società intestataria. Un nome nell’elenco non dimostra da solo che quel marchio accetti scommesse sportive.

Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?

La vincita si ottiene moltiplicando la puntata per la quota decimale. Puntando 10 € a quota 1,85 si incassano 18,50 €, di cui 8,50 € sono di profitto netto. Nella multipla le quote delle singole giocate si moltiplicano fra loro e formano un prezzo unico, e se una sola giocata non passa l’intera multipla è persa.

Come si vede dalle quote il margine che trattiene un bookmaker?

Basta sommare le probabilità implicite di tutti gli esiti di uno stesso mercato, cioè 1 diviso ciascuna quota. Su un mercato illustrativo a due esiti con entrambe le quote a 1,90 la somma arriva a circa il 105,26 %, e la parte oltre il cento è il margine, circa il 5,26 %. Ripetendo il calcolo su due marchi, sulla stessa corsa e nella stessa ora, si vede chi costa meno.

Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?

Sui conti dei concessionari italiani il prelievo cade sull’operatore, che versa l’imposta unica: le scommesse a quota fissa raccolte a distanza pagano il 24,5 % calcolato sulla differenza fra puntate e vincite, e quelle sui cavalli gli stessi tassi. La stampa di settore riporta che il giocatore riceve la somma netta e non dichiara nulla: è una ricostruzione riportata dalla stampa, quindi consultare un commercialista. Le vincite da siti esteri seguono la disciplina dei redditi diversi.

Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?

Il giocatore sceglie al momento della registrazione un limite di deposito settimanale o mensile, e la struttura che incontra comprende tetti su ricarica, spesa e durata su base giornaliera, settimanale e mensile. Un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. Chi ha bisogno di un blocco più netto usa l’autoesclusione, che dalle forme parziali entrate in vigore il 1° febbraio 2026 va da 7 a 270 giorni o è indeterminata.

Contenuto creato dal team «ippicascommesseit»